La prevenzione degli infortuni rappresenta un obiettivo fondamentale non solo per gli atleti, ma per chiunque pratichi attività fisica — anche a livello amatoriale. Negli ultimi decenni, numerosi studi scientifici hanno mostrato come l’allenamento della forza (o “resistance / strength training”) non sia solo un mezzo per migliorare prestazioni e aspetto fisico, ma soprattutto una strategia efficace per proteggere muscoli, tendini, articolazioni e strutture di supporto da traumi acuti o da sovraccarico.

Cosa dice la ricerca: evidenze a favore del “forza = prevenzione”

  • Una meta-analisi del 2018 intitolata Strength training as superior, dose-dependent and safe prevention of acute and overuse sports injuries ha analizzato studi randomizzati controllati (RCT) di programmi di forza come prevenzione primaria di infortuni sportivi. Su 7.738 partecipanti (età 12–40 anni), l’aumento di volume e intensità dell’allenamento di forza ha mostrato una riduzione significativa del rischio di infortuni: il rischio relativo (RR) risultava pari a circa 0,338 (95% CI 0,238–0,480), ovvero una riduzione di più del 65% rispetto ai gruppi di controllo. (PubMed)
  • In una review più ampia, con 25 trial e 26.610 partecipanti, gli autori hanno confrontato vari tipi di interventi preventivi: stretching, propriocezione, combinazioni e — appunto — forza. Mentre lo stretching da solo non mostrava benefici significativi, il “strength training” singolo riduceva gli infortuni a meno di un terzo rispetto ai controlli (RR 0,315; 0,207–0,480). Anche gli infortuni da sovraccarico (overuse) venivano quasi dimezzati (RR 0,527). (PubMed)
  • Una meta-analisi più recente del 2024, Adherence to Strength Training and Lower Rates of Sports Injury in Contact Sports: A Systematic Review and Meta-analysis, ha riesaminato programmi di prevenzione con componenti di forza (single- o multi-componente) in sport di contatto. I risultati mostrano una riduzione del rischio complessivo di infortunio (RR ≈ 0,70; 95% CI 0,60–0,82). Particolarmente significativi erano i decrementi per gli infortuni a carico degli arti inferiori (anca, ginocchio, caviglia) e degli hamstrings. (PubMed)
  • Per quanto riguarda infortuni specifici come quelli del legamento crociato anteriore (LCA), la review Strength Training to Reduce Biomechanical Risk Factors for ACL Injuries in Athletes (2025) evidenzia come programmi di forza su muscoli di core e parte inferiore del corpo — eseguiti 2-3 volte a settimana — possano migliorare la meccanica del salto/atterraggio (es. aumento dell’angolo di flessione del ginocchio al contatto), fattore associato a minore stress sul ginocchio. (ojs.srce.hr)

In sintesi: la letteratura scientifica attuale converge nel riconoscere che l’allenamento di forza, se eseguito correttamente e con adeguata progressione, è una fra le migliori strategie per ridurre l’incidenza di infortuni sia acuti che da overuse.

Perché la forza aiuta a prevenire gli infortuni: i meccanismi fisiologici e biomeccanici

Ecco alcuni dei motivi — confermati da studi e riflessioni scientifiche — per cui il lavoro sulla forza risulta protettivo:

  • Miglior stabilità articolare: muscoli più forti sono in grado di stabilizzare meglio le articolazioni durante movimenti complessi o repentini, riducendo lo stress su legamenti e strutture passive.
  • Capacità di assorbire carichi e impatti: un sistema muscolare ben sviluppato e resistente può assorbire meglio gli shock — salti, cambi di direzione, carichi a terra — limitando l’insorgere di microtraumi o lesioni acute.
  • Correzione di squilibri muscolari e disfunzioni: il lavoro di forza può essere volutamente orientato a compensare debolezze o asimmetrie (agonisti/antagonisti, parte superiore/inferiore, core/glutei), spesso implicate negli infortuni.
  • Adattamento del tessuto connettivo: tendini, legamenti e fascia partecipano all’adattamento indotto dal training di forza, diventando gradualmente più resistenti e meno soggetti a lesioni da sovraccarico.
  • Controllo motorio e postura dinamica migliore: l’allenamento della forza — soprattutto se associato a esercizi funzionali — migliora la consapevolezza corporea, la coordinazione e la tecnica nei gesti sportivi e quotidiani.

Come strutturare un programma di forza “preventivo”: consigli per neofiti

Per chi è all’inizio e vuole usare il strength-training come strumento di prevenzione, è importante seguire alcuni principi:

  1. Progressione graduale — Volume e intensità devono aumentare con il tempo, senza forzare subito carichi eccessivi. Questo approccio riflette anche quanto osservato negli studi con migliore compliance e risultati.
  2. Scelta di esercizi multi-articolari e funzionali — Squat, affondi, esercizi per core e catena posteriore, esercizi pliometrici controllati, hinging, e lavori specifici per gli arti inferiori e il tronco.
  3. Frequenza adeguata — Molti degli studi di successo prevedono 2-3 sessioni settimanali dedicate; sufficiente per ottenere adattamenti senza sovraccaricare il corpo.
  4. Variabilità e bilanciamento — Allenare sia la forza “massimale / generale” sia la “forza funzionale / dinamica” per coprire stabilità, potenza, resistenza e coordinazione.
  5. Supervisione e buona tecnica — Una corretta esecuzione riduce il rischio di infortuni legati a compensi o posture errate; all’inizio è raccomandabile farsi seguire da un tecnico o un allenatore qualificato.

Limiti attuali e aree di cautela

  • Non tutti gli studi sono perfettamente omogenei: i programmi di “forza” variano molto per volume, intensità, esercizi e durata. Questo rende difficile definire un protocollo “universale”. (PubMed)
  • Alcune aree restano poco studiate o con evidenza moderata: ad esempio, la maggior parte delle ricerche su infortuni al ginocchio (LCA) riguarda popolazioni specifiche (giocatrici di sport con salti e cambi di direzione). (ojs.srce.hr)
  • Alcune modalità di allenamento resistito non tradizionale (es. metodi “estremi”, strongman, sovraccarichi eccessivi senza supervisione) possono comportare — al contrario — un aumento del rischio infortunio. (BioMed Central)

Perciò, è fondamentale privilegiare allenamento di forza tradizionale, ben programmato e con supervisione, rispetto ad approcci troppo “selvaggi” o estemporanei.

Investire sulla propria salute

Per chi inizia un percorso di attività fisica, di allenamento ricreativo o sportivo, includere il lavoro sulla forza non è un’opzione secondaria: è — secondo le prove disponibili — una delle strategie più efficaci per ridurre drasticamente il rischio di infortuni. Non si tratta solo di “diventare più forti”, ma di rendere il corpo più resistente, stabile, coordinato e efficace nell’affrontare carichi, stress e movimenti complessi.

Adottare un programma di forza con criterio, gradualità e costanza può non solo migliorare la performance e l’efficienza motoria, ma — cosa forse ancora più importante — proteggere la salute a lungo termine.


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